giovedì 5 maggio 2011

SAN ROMERO D'AMERICA



Fabrizio Noli: Qualcuno non dimentica Mons. Romero
Scritto da LdS Lombardia
Giovedì 05 Maggio 2011







Non si è ancora spenta l'eco della beatificazione di Giovanni Paolo II, che nuovi, possibili beati tornano a stagliarsi all'orizzonte. Tra questi spicca Monsignor Oscar Romero, Arcivescovo di El Salvador, assassinato il 24 marzo del 1980, da un gruppo di sicari proprio mentre officiava messa. Romero, uno dei martiri contemporanei della Chiesa Cattolica, era già in vita un simbolo in quanto da anni si scagliava contro le violenze che attraversavano il piccolo paese centroamericano, ad opera, in particolare, di bande di paramilitari. Proprio le sue ripetute denunce gli costarono la vita. In questi giorni, a Roma è presente Hugo Martinez, ministro degli Esteri di El Salvador. Giunto nella capitale per seguire la beatificazione di Woytila, ha avuto modo di incontrare esponenti della Segreteria di Stato Vaticano per tentare di imprimere un'accelerazione all'interminabile processo di beatificazione del religioso, avviato nel 1997. Con lui abbiamo fatto il punto della situazione

"Ho cercato di approfittare della situazione, cioè della mia presenza a Roma per informarmi sul processo...attualmente sono in corso analisi ad hoc, per così dire e ci auguriamo che venga preso in considerazione il fatto che Monsignor Romero è anche un simbolo, sia per la Chiesa, che per il Salvador, che per il mondo intero! Inoltre, c'è un altro fatto da considerare: abbiamo visto come, domenica scorsa, il popolo polacco si sia riunito, rallegrato e riconciliato per la beatificazione di Giovanni Paolo II. Ricorderei anche come proprio Papa Woytila, quando si recò a visitare il nostro paese, a pregare sulla tomba di Romero, fece una dichiarazione importante, riconoscendo la sua centralità come figura di riferimento nella Chiesa Cattolica. Quindi, alla luce di queste circostanze, è chiaro che il processo deve continuare"

Il nuovo governo di centro-sinistra salvadoregno sta fornendo un nuovo impulso al processo...

"Sì, stiamo parlando con tutti i settori, in particolare con la Chiesa Cattolica, sull'importanza che avrebbe il completamento di questo processo, anche ai fini della riconciliazione interna del nostro paese, ma siamo anche molto rispettosi dei tempi e delle procedure interne alla Chiesa, che, peraltro, dovrà dare l'ultima parola. Però, nel nostro paese abbiamo reso omaggio e messo a punto una serie di raccomandazioni di carattere internazionale, intorno alla sua figura. Anzitutto, il fatto che il nostro stato ha chiesto perdono per il suo martirio. Sappiamo bene come l'attuale governo sia del tutto esente da responsabilità, però, come stato, avevamo l'obbligo di prendere atto sia degli atti violenti commessi in passato, che delle relative omissioni, a cominciare proprio dall'assassinio del vescovo, sull'altare, nel corso di una cerimonia religiosa. E' chiaro, dunque, che ci teniamo a far andare avanti il più possibile il processo, pur nel pieno rispetto delle competenze della Chiesa".

Competenze che nel caso di Romero sembrano alquanto "macchinose".

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